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‘Condomini digitali, così la smart city arriva a domicilio’. Intervista a Mauro Valfredi

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Luglio 2014

 

È stato presentato a Bologna, nei giorni scorsi, il progetto “Sky Ready” di Sky Italia. Il tema dell’efficienza delle infrastrutture tecnologiche a servizio degli edifici pubblici e privati e delle abitazioni diventa argomento strategico per il passaggio della città alla smart city. Un processo d’innovazione che dalle infrastrutture architettoniche passa direttamente nelle nostre case, trasformandole in ambienti digitalizzati e interattivi. Grazie alla banda larga, progressivamente nelle nostre abitazioni arriveranno nuovi servizi e contenuti per l’infotainment, ma occorre superare i limiti posti da impianti non al passo con i tempi dell’innovazione.

Abbiamo chiesto all’Ing. Mauro Valfredi, Project Manager di Sky, quali sono gli obiettivi del progetto “Sky Ready” e le opportunità di crescita insite nel settore smart buildings.

 

Entriamo nel dettaglio del progetto ‘Sky Ready’, in cosa consiste?

    Sky Ready è un approccio alla progettazione e realizzazione di un edificio in anticipo sui tempi, è una visione sul futuro, ma una visione senza un impegno concreto rimane un sogno non realizzato. Da più di 20 anni lavoro nell’ambito impiantistico radiotelevisivo e da sempre credo nella professionalità dei tecnici del settore, è per questo che ci stiamo impegnando concretamente per fare entrare queste competenze, già presenti nella nostra rete, nel mondo delle costruzioni edili. Si tratta di un percorso di partnership rivolto a costruttori, progettisti, ditte installatrici e a tutti gli operatori del settore edile per creare un rapporto di collaborazione per promuovere la realizzazione di condomini dotati di sistemi evoluti di distribuzione dei segnali digitali. Per fare questo abbiamo aperto un canale diretto attraverso funzionari specializzati che operano sul territorio e una casella di posta elettronica, progetto.costruttori@service.skytv.it, a disposizione degli Operatori del settore.

 

Cosa ha spinto Sky ad investire nelle smart city?

    Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un impressionante evoluzione nel mondo del Digital Entertainment, noi di Sky cerchiamo di cogliere ogni sviluppo tecnologico come un opportunità e pensiamo che anche chi si occupa di progettazione debba comprendere l’importanza di realizzare appartamenti, edifici e Città intelligenti. Dall’esperienza di questi anni, ci siamo accorti che meno del 20% delle nuove strutture residenziali sono dotate di un impianto per la ricezione della TV satellitare conforme all’utilizzo di STB di ultima generazione e che meno del 5% degli operatori del settore adottano soluzioni in fibra ottica, tecnica che migliora notevolmente la qualità del segnale e facilita la posa soprattutto in edifici di grosse dimensioni. L’enorme sviluppo delle applicazioni tecnologiche rende invece indispensabile una predisposizione dell’edificio, nuovo o ristrutturato, in grado di renderlo autenticamente uno smart building per Clienti che vogliono, chiedono e hanno bisogno dei servizi digitali.

 

Qual è il modello di smart city a cui pensa Sky Italia?

    La smart city è costituita da condomini e questi a loro volta da singole abitazioni ed è proprio da qui che bisogna partire: abitazioni dove la tecnologia diventa amica, utile e di facile utilizzo, dove la tv satellitare, il segnale digitale terrestre e i servizi broadband possano essere integrati su un’unica piattaforma facile, personalizzabile e interattiva come il ricevitore MySky. Ecco che le abitazioni digitalizzate e connesse diventano singoli componenti di una vera Smart City.

 

Il progetto ‘broadband ready’ del Governo vuole rendere obbligatoria la connessione ad alta velocità dei nuovi edifici, in che modo è possibile?

    Gli Operatori del settore si stanno impegnando con ingenti investimenti per coprire anche con connessioni in fibra ottica il territorio nazionale a maggiore densità abitativa, ma anche nelle zone non coperte da un valido servizio oggi la copertura può essere garantita da altre soluzioni. Diventa allora importante progettare gli edifici seguendo requisiti infrastrutturali che prevedano la possibilità di accogliere tutti i segnali broadband disponibili sul territorio.

 

Quali le ricadute economiche e sociali dello sviluppo dell’edilizia intelligente?

    Il settore delle costruzioni sta soffrendo una profonda crisi con una riduzione del 70%  del numero  di abitazioni costruite negli ultimi sette anni. E’ facile constatare che gli imprenditori più evoluti e attenti alla qualità del prodotto risentono meno dei fattori negativi e che proprio questi hanno consentito all’industria delle costruzioni di consegnare circa 70.000 nuove abitazioni nel 2013. Un trend destinato a rafforzarsi alla luce degli obiettivi di sostenibilità economica, energetica, ambientale e alla progressiva attenzione alla qualità dei nuovi clienti. Assistiamo quindi ad una riconfigurazione sul piano dell’offerta che spinge l’industria edile a investire nella ricerca di nuovi prodotti e ad una sempre maggiore attenzione alla tecnologia. Tutto questo porterà una ricaduta positiva per tutte quelle ditte installatrici che sapranno fornire al mercato soluzioni tecnologiche di alta qualità. Si svilupperà un nuovo mercato non solo a livello di fattori innovativi nella progettazione e di attività in cantiere ma anche di informazione e competenze per quegli enti formativi che sapranno restare al passo con i tempi.

 

In edilizia si parla sempre più spesso di banda ultra larga, di sensori, ‘apps for home’ e di ‘all digital’, in cosa si trasformeranno le nostre case?

    Il futuro si chiama “integrazione tecnologica avanzata”: i linguaggi digitali convergono e si potenziano in servizi di qualità sempre più elevata creando sinergie tra piattaforme tecnologiche diverse con lo scopo di creare servizi evoluti e performanti. La stessa televisione in questi anni ha superato i limiti della linearità passando ad un servizio sempre più interattivo e on demand, andando a soddisfare i requisiti anytime e anywhere.

 

Che livello di cooperazione e collaborazione avete riscontrato con enti pubblici locali? C’è convergenza in Italia tra pubblico e privato?

    Le amministrazioni locali, in virtù della loro vicinanza ai Cittadini, sono in una posizione ideale per affrontare questa sfida. Alcuni Comuni lungimiranti, attraverso i loro Uffici Tecnici, hanno iniziato ad emanare regolamenti che prevedono l’obbligo di realizzare impianti centralizzati in caso di nuove edificazioni residenziali. Ritengo che la strada sia ancora lunga affinché le specifiche comunali contengano anche requisiti sulle caratteristiche e sulla qualità degli impianti, magari rimandando a Enti normatori specifici.

 

 

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FONTE: Key4biz, a cura di Flavio Fabbri

 

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