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La seconda generazione della Single Cable Distribution e la tecnologia dCSS

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Maggio 2016

 

L’SCR (Satellite Channel Router) sta per andare in pensione: questa tecnologia analogica, definita dalla norma CENELEC EN 50494 nel 2007, ha fatto da apripista a soluzioni di impianto con distribuzione monocavo dei segnali satellitari. L’SCR, introducendo il concetto di canale in banda IF dedicato ad uno specifico utente (User Band), ha semplificato di fatto gli impianti di ricezione: l’utilizzo di decoder PVR (come, ad esempio MySky e MySkyHD) e la possibilità di vedere contemporaneamente i programmi in due stanze diverse dell’appartamento (come Sky Multivision) è diventata una realtà con un unico cavo da installare tra antenna e appartamento.

 

SCR, analogico

    L’SCR è stato sviluppato su una tecnologia analogica, che presenta i limiti fisici dovuti all’utilizzo dei componenti discreti; una tecnologia basata interamente sull’hardware che non consente, ad esempio, di modificare le frequenze centrali delle User Band, una volta definite in fase di progetto. Molti dei lettori ricorderanno i famosi filtri SAW utilizzati nei prodotti SCR, che richiedono un intervallo di guardia molto ampio per evitare interferenze di canale. Ebbene, questi ampi intervalli hanno di fatto limitato il numero massimo di User Band.
    La mancanza di flessibilità, ad esempio, ha costretto sia gli operatori di Pay TV che i produttori di materiali di installazione a creare versioni dedicate di prodotti per i diversi Paesi dove venivano utilizzate frequenze diverse, sostenendo costi maggiori, riducendo l’effetto positivo delle economie di scala.

La Norma CENELEC EN 50494 prevede fino ad 8 User Band, nel range di frequenza tra 950 a 2150 MHz, che corrispondono ad altrettanti tuner SAT collegabili, distribuiti su un singolo cavo coassiale.

Sky Italia, per garantire un servizio affidabile nel tempo e una costanza di prestazioni ha sempre utilizzato solo 4 frequenze delle 8 disponibili (1210, 1420, 1680, 2040 MHz).

 

dCSS, digitale

    La metamorfosi in corso da diverso tempo di tutti i prodotti di elettronica verso il digitale coinvolge ora anche la Single Cable Distribution.

    La tecnologia digitale dCSS, insieme al nuovo standard CENELEC EN 50607 (SCD 2) riesce a sviluppare enormemente le performance di un impianto di distribuzione su singolo cavo.

    Almeno per due motivi:

  • la gestione dei filtri e del piano frequenze delle User Band è stata integrata in un chipset (SoC, System on Chip) programmato da un software, modificabile all’occorrenza con un semplice update;
  • con un singolo cavo coassiale si possono gestire fino a 32 User Band, corrispondenti ad altrettanti tuner SAT distribuiti sulle diverse prese utente.

    Un numero così elevato di User Band apre, pertanto, la strada al mercato dei decoder multi-tuner (fino a 12) e a configurazioni d’impianto all’interno dell’unità abitativa molto più sofisticate e flessibili di quanto oggi si possa fare con l’SCR. Lo Sky Q, già disponibile in UK e atteso in Italia nel 2017, ne è un esempio eloquente.

    La possibilità di riprogrammare il piano frequenze rende più universali i materiali di installazione SAT perché, a parità di hardware, una nazione che richiede frequenze diverse può utilizzare lo stesso materiale, semplicemente riprogrammato a livello di firmware con effetto benefico sulle economie di scala di LNB e/o MSW. Inoltre, come vedremo più avanti, la gestione SW della configurazione renderà possibile una particolare applicazione installativa Low Cost sui ‘vecchi’ impianti IF-IF: intervenendo in testata, con costi di un ordine inferiore rispetto alle centrali IF-IF di  generazione passata, si garantirà (cosa molto importante) la piena compatibilità con i futuri decoder multi-tuner di nuova generazione e i relativi nuovi servizi (come UltraHD-4K).

    Un altro aspetto fondamentale, infine,  riguarda la piena retro-compatibilità del dCSS con l’SCR: quindi, sostituendo gli LNB e i Multiswitch SCR con i nuovi dCSS, l’impianto continuerà a funzionare come prima. Un grande vantaggio non solo per il telespettatore ma anche per l’installatore che potrà affrontare con grande flessibilità la progettazione, la realizzazione e l’adeguamento dell’impianto.

 

Le soluzioni d’impianto

    La stesura del cavo coassiale, insieme all’installazione della parabola, rappresentano le due principali barriere d’ingresso della ricezione televisiva via satellite. In un impianto da realizzare ex novo, il cablaggio del cavo può anche rappresentare l’incognita più difficile da gestire.

    Effettuare l’upgrade di un impianto di ricezione alla tecnologia dCSS significa sostituire solo il componente attivo, LNB e/o MSW, senza intervenire sul cablaggio che mantiene la totale compatibilità. Da un punto di vista economico, questo punto di forza si rivela determinante per adeguare gli impianti in tempi brevi e a costi sostenibili.

    Di seguito, ecco le principali soluzioni d’impianto che verranno adottate da Sky Italia per rendere “dCSS ready” tutti gli interventi di nuova installazione e/o adeguamento impianto a partire da Aprile 2016, tenendo però presente che questa tecnologia è così flessibile da poter prestarsi ad altre possibilità.

    Un impianto “dCSS ready” mantiene inalterate le prestazioni nell’ utilizzo dei decoder di Sky oggi disponibili grazie alla retro-compatibilità, ma lo rende già pronto per i decoder Sky multi-tuner di prossima generazione, disponibili nel 2017, che offriranno prestazioni più potenti.

Per le soluzioni SDU si prevede l’utilizzo del LNB, per le soluzioni MDU si utilizzerà il MSW (da aggiungere in cascata) oppure il Convertitore Ottico-Elettrico che, in casa dell’utente Sky, sarà collegato all’impianto centralizzato in Fibra Ottica.

 

LNB 1:1

    Negli impianti singoli (SDU), sia a balcone che a tetto, l’implementazione delle specifiche dCSS (LNB 1:1) prevederà l’installazione di un LNB:

  • una nuova installazione sarà eseguita direttamente con un LNB dCSS;
  • un adeguamento impianto comporterà lo swap di un LNB già installato (Singolo, Quad o SCR).

    Nel caso di swap di un LNB SCR con uno dCSS, si manterranno tutti i vantaggi della configurazione precedente, ossia le 4 frequenze User Band, a cui si aggiungeranno ulteriori 12 frequenze User Band, per un totale di 16: tutte queste frequenze User Band saranno ad uso esclusivo di un singolo cliente Sky, sia per i decoder attuali (4 frequenze SCR) sia per i futuri decoder multi-tuner (12 frequenze dCSS).

 

MULTISWITCH 1:1 e 1:N (Full Cabling)

    Nelle soluzioni condominiali (MDU) con la presenza di un impianto centralizzato MSW in cascata, l’implementazione delle specifiche dCSS prevederà l’installazione in cascata di un MSW dCSS, nuovo o in sostituzione di un MSW esistente (con tecnologia Universale oppure SCR).

    Tale MSW, con una sola uscita derivata, sarà ad uso ‘esclusivo’ del cliente Sky (1:1) per ragioni puramente operative e gestionali.


    Nessun intervento è richiesto in testata o sulla distribuzione coassiale verticale e orizzontale.

    L’applicazione dei MSW dCSS è, però, decisamente più vasta: un esempio su tutti potrebbe riguardare la necessità di cablare un intero condominio (Full Cabling) con un impianto a MSW. In questo caso i MSW multi-porta (1:N) sono la soluzione tecnica più appropriata, per evitare le potenziali perdite del segnale derivanti da un numero elevato di MSW in cascata.

 

 

    Dal punto di vista economico un MSW dCSS, rispetto ad uno SCR, risulterà anche più economico quando il numero N di derivate utente è multiplo di 2.

    In un MSW SCR, l’elettronica deve essere replicata per ogni uscita derivata (costo direttamente proporzionale al numero di porte). In un MSW dCSS, invece, il chipset in grado di gestire fino a 32 frequenze User Band potrà servire 2 utenti con 16 frequenze ciascuno. Tale risparmio sarà ancora più evidente con uscite derivate pari a 4, 8 o 16.

 

CONVERTITORE OTTICO-ELETTRICO per impianti in Fibra Ottica

    Il numero dei condomini cablati con la Fibra Ottica è in costante crescita: la configurazione d’impianto, prevede la presenza della montante e la derivata nell’unità abitativa dell’utente, tutto in Fibra Ottica.

    In tali installazioni condominiali (MDU Fibra Ottica con tecnologia Global Invacom), l’implementazione delle specifiche dCSS prevederà l’installazione in casa dell’utente di un Convertitore Ottico-Elettrico, sia esso nuovo o swap di un Convertitore Twin o Quad già esistente. Anche in questo caso verrà mantenuta la retro-compatibilità con i decoder attualmente in distribuzione.


    Nessun intervento è previsto in testata o sulla distribuzione in Fibra.

 

SMA-TV dCSS e la conversione in 1a IF

    L’utilizzo ‘statico’ della tecnologia dCSS è una valida alternativa tecnica, più flessibile e a costi più bassi (circa un ordine di grandezza) per le installazioni MDU basate sulle centrali IF-IF analogiche (filtri SAW).
    Tutti i processi di spostamento in frequenza all’interno della banda 1a IF vengono eseguiti dagli stessi chipset dCSS utilizzati in modalità ‘statica’, in alternativa a quella ‘dinamica’ (1 User Band per un tuner). Con gli attuali standard DVB-S/S2 i transponder hanno un larghezza di banda tra i 30 e 40 MHz: l’intera banda IF Sat (950 ÷ 2150 MHz) è in grado di contenere almeno 30 transponder satellitari.

Rispetto alle centrali IF-IF, una SMA-TV dCSS offre i seguenti vantaggi:

  • I 30 transponder sono tutti sempre disponibili senza nessun modulo e/o costi aggiuntivi;
  • Compatibilità nativa con l’HD (e la futura UltraHD-4K);
  • Supporto dei futuri decoder multi-tuner;
  • Il filtraggio e l’elaborazione numerica consentono, inoltre, una migliore qualità dei segnali in uscita;
  • Il digitale non riesce (almeno per ora...) ad evitare l’intervento tecnico per riprogrammazioni, ma lo rende veloce e meno complesso.

    La configurazione proposta da Sky Italia (scarica documento in PDF) prevede la presenza di tutti i 25 transponder, per una Customer Experience nettamente migliorata rispetto alle centrali IF-IF. I prodotti attualmente in commercio sono basati sia su LNB, sia su MSW– Centralina (da installare nel sottotetto, magari in sostituzione della centrale IF-IF obsoleta).

 


FONTE: Sistemi integrati

 

Maggiori dettagli disponibili nell'approfondimento PDF

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